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:: Friday, March 11 ::

Cammino a passi pesanti verso il confine, mentre il vento si alza.
Rido per l'impazienza, o forse per il nervosismo, e sento i piedi a tratti pesanti, mortalmente affascinati dalla forza di gravità, e a tratti leggeri ed agili.
Davanti a me la purezza del bianco, un bianco impalpabile, e plasmabile, che sa d'ignoto.
Dietro una terra sofferta, a tratti illuminata da un sole strappalacrime, a tratti oscuro, e confuso, groviglio di edifici e di una vegetazione selvaggia.
Egoismo, isolamento, solitudine, forza, debolezza, stanchezza, solitudine, forza, coraggio, lacrime, e silenzio.
Indugio, non so se andare, mi mangio tutto con gli occhi, ma poi rimando il distacco, accarezzo e graffio i ricordi, saluto gli abitanti di questa terra, li vezzeggio, poi li guardo con rabbia, e mi chiedo quanti di loro mi seguiranno di là.
A dire il vero nessuno mi trattiene.
C'è chi ha parole carine per me, e chi non ne ha, chi mi stupisce, chi mi ferisce, chi mi ascolta paziente e chi non lo fa, chi non lo fa più ormai.
Forse stavolta andrò, sì, credo che lo farò, c'è un così bel tempo, ed è ancora così presto che il viaggio non mi impensierisce più di tanto.
Respiro profondamente e faccio un altro passo, sotto di me la terra di mezzo respira.
:: grazia 11.3.05 [+] ::
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:: Saturday, January 1 ::
akemashite omedetou gozaimasu!

in altre parole... buon anno a tutti!!

:: grazia 1.1.05 [+] ::
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:: Friday, December 31 ::
strano a dirsi ma quest'anno non sono in vena di bilanci, o propositi per il nuovo anno, momento irrinunciabile, o quasi, per tutti i possessori di un blog.
dopotutto è stata una buona annata, piena di colpi di scena, e di momenti divertenti, e non vedo cos'altro avrei potuto fare per renderlo migliore.
stasera festeggerò con dei vecchi amici del mio paese, dopo che un'altra mezza dozzina di progetti è andata in fumo, ma alla fine va bene così.
a copodanno mi piace fare cose mai fatte, vedere posti nuovi, ma quest'anno non era proprio aria, e così mi sono rassegnata.
sembravano essersi messi tutti d'accordo nel voler passare un capodanno "tranquillo": chi a casa con la nonna, chi a casa coi genitori, chi a casa da solo, e alla mia richiesta di un qualcosa di più movimentato ricevevo sguardi allibiti alla "capodanno fracassone? ma sei matta? non si usa più!" o dichiarazioni del calibro di "io a capodanno mi annoio sempre, preferisco dormire".
E' la mia generazione che si è definitivamente rincoglionita oppure festeggiare a capodanno è davvero demodè?
Ad ogni modo sono piuttosto ottimista per stasera, con l'unico timore che qualcuno prima o poi tiri fuori le carte da gioco e la serata si trasformi in una tristissima bisca a colpi di sette e mezzo e cucù.

Ho comprato due nuove paia di stivali, ed è da ieri che tento tutti gli abbinamenti con vestiti, borse e cappotti.
C'è chi per mancanza di affetto si ingozza di dolci, io che sto a dieta non posso che ripiegare sulle scarpe per qualche momento di serenità assoluta.
Sembra assurdo, ma spesso la gente si attacca a stupidaggini simili per stare bene.
Dopotutto quanti uomini valgono quanto un bel paio di scarpe? Secondo la mia esperienza davvero pochi.



:: grazia 31.12.04 [+] ::
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:: Thursday, December 30 ::
In un piccolo centro l'apertura di un nuovo supermercato è un vero e proprio evento.
Dopo anni di stasi economica una famiglia di imprenditori umbri ha deciso di aprire una filiale in questo piccolo paese, scatenando il traffico delle automobili e la curiosità dei clienti.
L'altro ieri anche io e mio padre dovevamo fare la spesa, e anche se è un po' lontano ci siamo detti "perché no?".
I locali sono grandi e luminosi, ma a dire il vero un po' vuoti, e monotoni.
Abbiamo preso tutto il necessario: carne, latte, e pane (salato per me, ed integrale per loro), e mentre ci avviavamo alla cassa mi sono resa conto del fatto che continuavo a guardarmi indietro incuriosita, fra gli scaffali degli articoli per la casa, e le offertissime dei panettoni a prezzo scontato, e mio padre uguale, mentre mettevamo la spesa sul rullo scorrevole.


:: grazia 30.12.04 [+] ::
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:: Saturday, December 25 ::
Mi chiedo quanto dovessi apparire ridicola con in mano un melograno nel bel mezzo del corridoio.



:: grazia 25.12.04 [+] ::
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Cos'è che ci sconvolge maggiormente nella morte di qualcuno che poi non ci sta neanche a cuore? Il senso di perdita o la paura che possa accadere anche a noi da un momento all'altro?

:: grazia 25.12.04 [+] ::
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A volte la differenza fra la libertà e la solitudine è incredibilmente labile, e spesso passa per l'egoismo.

:: grazia 25.12.04 [+] ::
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:: Monday, August 2 ::
Qué hacer, tú lo sabes,
Conservar la distancia,
Renunciar a lo natural,
Y dejar que el agua corra.

:: grazia 2.8.04 [+] ::
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Quando un uomo perde il rispetto di se e si dispera, allora ha qualcosa in se che lo rende inaccessibile alla donna.

Kawabata Yasunari - Il suono della montagna

:: grazia 2.8.04 [+] ::
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:: Sunday, August 1 ::
Ero indecisa se scrivere o meno questo post, ma la cosa credo meriti qualche parola.
Noi italiani siamo il popolo dei buoni sentimenti, buoni sentimenti che spesso e volentieri usiamo per evitare di riflettere sulle cose e, chissà, magari farci qualche domanda.
Una caccia all'uomo senza precedenti, il caso dell'estate: microfoni bollenti, troupe allertate, e servizi su servizi: il cugino della vittima, il calzolaio del carnefice, e lacrime in quantità, lacrime zuccherose e gettate in pasto al tg delle 20.
Finalmente il Lupo è morto, gli italiani tirano un sospiro di sollievo, ora potranno dormire sonni tranquilli, ed è un trionfo di retrospettive, dietrologie, e filmati esclusivi.
Ed io sono inquieta, perché non mi spiego perché alcune persone vadano dritte, ed altre si perdano in cerchi concentrici, perché, come si chiedeva Gudmundsson, alcuni cavalli corrano con forza e vitalità, ed altri si accascino. Perché mi spaventa che nell'ultimo guizzo vitale qualcuno, quasi privo di coscienza, e simile ad un animale da macello che si dibatte delirante
nell'estremo tentativo di liberarsi, abbia come unico istinto quello di colpire chi ha davanti.
E la cosa peggiore è che nessuno se lo chiede, a nessuno interessa, e nessuno fa le domande veramente importanti.
Non accetto che si rinunci alla ricerca delle cause in nome del dolore altrui, è una mossa sporca, è puro opportunismo, ma è incredibilmente di successo, e davanti a questo mi arrendo.
Io sono meno tranquilla dell'altro ieri, ed assisto impotente alla montante irrazionalità di questo paese.




:: grazia 1.8.04 [+] ::
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NAPOLI 19.07.2004

Napoli bella, napoli selvaggia, la intravedo appena dai finestrini del taxi sfrecciante che ci porta al porto carichi di bagagli.
Aspettiamo che chiamino il nostro numero per imbarcarci sulla nave in una sala coperta da vetrate trasparenti, una specie di teca dalla temperatura altissima in cui una popolazione varia mangia, beve, e sbircia nello strano edificio in cui ci troviamo all'improvviso tutti assieme.
Una hostess dalla voce impostata da direttive al microfono, mentre quattro o cinque bambine la fissano con la bocca aperta ed uno sguardo pieno di rispetto, quasi fosse la massima autorità.
Osservo quelli che saranno i miei compagni di vaggio (e che probabilmente, su 3.600 passeggeri non vedrò neanche), e più che sofisticati viaggiatori, vedo in loro i vitelloni di cinematografica memoria, che addentano panini con la mortadella, e si ammassano al chiosco bibite come fosse un'oasi nel deserto. E chi se l'aspettava? Niente di più succulento per me, capitata di lì per caso, e pronta ad osservare le loro mosse e le loro abitudini.


Fortuna è come me l'immaginavo, mastodontica e bellissima fuori, opulenta e barocca dentro.
In realtà gli interni sono piuttosto insensati, non si capisce bene dove siano i vari servizi, ovunque si va ci si trova davanti al mastodontico teatro rex, ma noi non ci facciamo caso, abbiamo occhi solo per la cabina 2238, all'apice dei nostri desideri dopo ore passate in treno, e che ci lascia a bocca aaperta. Intendiamoci, niente di particolarmente raffinato, ma ha un bel divano ed un letto gigante, e la prima cosa che facciamo è lanciarci a peso morto su di esso. Facciamo un giro veloce della nave: innumerevoli bar e piscine, e corriamo subito sul quattordicesimo ponte, ed è un tuffo al cuore, si vede napoli, si vede il mare, e sembra davvero un sogno.
Appunto, sembra, non appena tornate in camera ci prepariamo per la doccia, e un fischio sibilante lascia presagire il peggio, ed infatti è così: siamo invitati nel teatro rex per conoscere i particolari della nostra crociera, ed abbiamo solo 20 minuti per prepararci, poi, col susseguirsi delle sollecitazioni, capiamo che più che di un invito si tratta di un ordine, e ci scapicolliamo per arrivare in tempo.
Arriviamo al teatro (ovviamente) in ritardo, ed io comincio ad avere un tremendo mal di schiena, perché più che in una nave sembra di trovarsi in una ghiacciaia, e facciamo finalmente la conoscenza del nostro direttore di crociera, una sorta di capoanimatore di una mestizia indicibile, che sembra uscito da un teatrino di quart'ordine, e che ci spiega, in un silenzio terrorizzato, l'utilizzo dei materiali d'emergenza.
Ma neanche questo scoraggia il nostro buon umore, domani saremo a Palermo, la bella Sis, e ci avviamo verso il ristorante per cenare, e qui la disorganizzazione della mastodontica costruzione diventa palese: sulla nave ci sono due ristoranti, e per arrivare a quello che ci è stato assegnato non basta salire al piano corrispondente,siamo costretti a scendere e salire scale, passare attraverso discoteche e casinò, fare lo slalom fra i ballerini che danzano sulle note di "romagna mia", e poi riscendere, e finalmente arriviamo, per scoprire che il nostro tavolo è occupato, ed essere sbattuti da tutt'altra parte, accanto ad una coppia di siciliani che subito suscitano la mia curiosità.
Pare che i due siano in viaggio di nozze: lui guarda le plafoniere, lei si controlla lo smalto, mentre noi mangiamo. Non fiatano, sembrano essere caduti lì per caso, quando qualcuno di noi nomina palermo, e non si sa come il marito si introduce nella nostra conversazione. I due sembrano essere rinati, sembrano avere trovato un diversivo, e mentre lui parla, lei annuisce e partecipa. Ma la cosa fondamentale è come parla, ovvero un dialetto siciliano incomprensibile che nessuno di noi riesce a capire, ma lui non sembra per nulla turbato, anzi, se la ride, e schiocca le dita per chiamare il cameriere.
Quando torniamo a parlare fra di noi sembrano disattivarsi, e riprendere il loro solitario dialogo con gli oggetti, fino a quando si alzano e se ne vanno, augurandoci una buona vacanza.

Passiamo la serata sul ponte più alto, è molto fresco, e non si vede nulla. Sembra di navigare nel nulla, non c'è luna, ed il mare non si vede, solo un nero uniforme, che avvolge ogni cosa. "Sembra di navigare nel nulla" dice qualcuno, ed è proprio vero, perché è buio da far paura.
Ma non c'è da aver paura, sdraiati sui lettini, sotto di noi la nave ondeggia pigramente, cetaceo mitologico, balena di acciaio che cavalchiamo sonnecchiando mentre navighiamo verso Palermo.

Nelle gambe il movimento
Sulla testa il firmamento
Si agitano alle mie spalle il mare ed il vento





:: grazia 1.8.04 [+] ::
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